Carnet de voyageOttobre 2026
BordeauxTre giorni
dentro la leggenda
Quattro viaggiatori. Due rive. Un itinerario nel cuore del vino.
Inizia il viaggio↓
00 · Prologo
Ci sono nomi che conosci da una vita.
Poi, un giorno, ne varchi il cancello.
Il 19 ottobre 2026 partiamo da Milano Malpensa. La destinazione è Bordeaux, la base è Gradignan e il primo appuntamento è alle 15:30: Château La Mission Haut-Brion. Il viaggio comincia da un nome che appartiene alla storia del vino, ma che da questo pomeriggio avrà anche un volto, una luce, un luogo preciso nella memoria.
Siamo in quattro, con esperienze diverse e la stessa curiosità. In tre giorni attraversiamo vigne, corti, cantine e sale di degustazione, passando dalla riva sinistra al Libournais. Questo diario segue le nostre fotografie: dalle prime immagini dell’arrivo fino al calice, dove il paesaggio torna a farsi vino.
- Partenza
- Milano Malpensa
- Arrivo
- Bordeaux
- Base
- Gradignan · Hôtel Novalis
- Prima visita
- La Mission Haut-Brion · 15:30
I compagni di viaggio
Quattro sguardi,
un’unica passione.
- 01Dante CerioliSommelier Professionista AIS
- 02Diego LucciniTitolare dell’Osteria de l'Umbreleèr, ristorante segnalato dalla Guida Michelin
- 03Dr. Marco StabileChirurgo plastico e collezionista di grandi vini
- 04Massimo GiovanniniGrande appassionato e conoscitore del vino
01 · La rotta
Tre giorni.
Due rive.
Prima Pessac-Léognan, poi la strada dei grandi châteaux del Médoc. Il terzo giorno cambia la prospettiva: Pomerol e Saint-Émilion, sulla riva destra. Tre giornate, tre paesaggi del vino.
20 ottobre
Médoc
Margaux · Palmer · Léoville Barton · Léoville PoyferréProssimamente21 ottobre
Libournais
Pomerol · Angélus · Saint-Émilion · Beauséjour Duffau-LagarrosseProssimamente19 ottobre · I primi istanti
Varcare
la soglia.
Il cancello, il vigneto, il primo incontro con La Mission. Due brevi filmati aprono la visita e restituiscono la dimensione del luogo prima di entrare nella corte.
Il ferro lavorato del cancello anticipa le geometrie della proprietà: una soglia fra la strada e il ritmo più raccolto della visita.
Il cancello e le vigne
L’ingresso della proprietà: il punto in cui il viaggio diventa visita.
Il primo sguardo sul vigneto
Le vigne di La Mission, prima del passaggio agli edifici storici.
02 · Pessac-Léognan
Château
La Mission
Haut-Brion
Un luogo in cui pietra, silenzio e precisione tecnica parlano la stessa lingua.
A pochi chilometri dal centro di Bordeaux, fra Talence e Pessac, La Mission Haut-Brion guarda verso la vicina Haut-Brion. Le due proprietà condividono la grande terrazza ghiaiosa delle Graves, conservando ciascuna la propria identità.
Classificazione 1855
Château Haut-Brion
Premier Cru ClasséL’unico château delle Graves compreso nella storica classificazione dei grandi rossi.Classificazione delle Graves
Château La Mission Haut-Brion
Cru Classé de GravesAppartiene alla classificazione delle Graves. La sua fama internazionale accompagna questa qualifica, distinta dal titolo di Premier Cru del 1855.Due classificazioni differenti, entrambe fondamentali per comprendere la gerarchia storica di Bordeaux.
Taccuino del territorio
Il suolo,
prima dell’etichetta.
Le graves sono ciottoli e ghiaie, in gran parte quarzosi, disposti su un sottosuolo di argille, sabbie e calcare. I rilievi del terreno favoriscono il drenaggio: il carattere del luogo comincia sotto i filari.
- I rossi
- Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc
- I bianchi
- Sémillon e Sauvignon Blanc
Il vigneto della proprietà
circa 25 a rossi, oltre 4 a bianchi
19 ottobre · La corte
Il primo incontro, da vicino.
La veduta d’insieme lascia spazio ai dettagli: i coronamenti della facciata, le finestre in pietra, il ferro lavorato della lanterna e il disegno del giardino. Il secondo scatto aggiunge la presenza dei viaggiatori alla geografia del luogo.
La memoria del luogo
Quasi cinque secoli,
sei passaggi decisivi.
Le origini
Arnaud de Lestonnac acquista il primo nucleo della futura proprietà.
I Padri della Missione
La tenuta passa ai Lazzaristi, che sviluppano il vigneto e la reputazione dei suoi vini.
La cappella
Viene costruita e consacrata Notre-Dame d’Aubrion, riferimento spirituale della tenuta.
La famiglia Woltner
Frédéric Otto Woltner acquista La Mission e avvia una nuova stagione tecnica.
La famiglia Dillon
Domaine Clarence Dillon acquisisce La Mission, già legata storicamente alla vicina Haut-Brion.
Una nuova architettura
Si inaugurano Grand Chai, chiostro, sala di degustazione e nuovi giardini.
03 · Pietra e simboli
Una cantina
con un’anima.
La visita procede per contrasti: il rigore del giardino, la luce colorata della cappella, il segno della croce che ritorna nei muri e nei pavimenti, la geometria quasi liturgica delle barrique.
Il paesaggio
Un ordine che prepara lo sguardo.
Prima della cantina, il giardino impone una pausa. Le linee delle siepi, le vasche e la pietra chiara costruiscono un passaggio graduale dal vigneto agli spazi di lavoro.
La cappella · 1698
La luce
della memoria.
Nelle vetrate il blu, il rosso e l’oro interrompono la sobrietà della pietra. Le figure, le decorazioni e la luce che le attraversa danno alla cappella una scala intima, diversa dalla monumentalità della cantina.
Le fotografie avvicinano due linguaggi: il disegno minuzioso del vetro e la semplicità delle pareti. Nelle vetrate si distinguono figure e scene sovrapposte; nell’interno, statue, legno scuro e pietra chiara riportano lo sguardo all’insieme.
Un segno ricorrente
Dalla cappella alla bottiglia.
L’emblema accompagna il percorso: scolpito nella pietra, inserito nei pavimenti, dipinto sulle pareti e impresso nel vetro. Un sistema visivo coerente, secoli prima che si parlasse di identità di marca.
04 · Il Grand Chai
Una cattedrale
per il vino.
Il Grand Chai, inaugurato nel 2009, impiega pietra delle cave di Frontenac. Colonne, volte e file di barrique trasformano l’affinamento in una prospettiva monumentale: lo sguardo segue il pavimento, attraversa le arcate e si perde nella profondità della sala.
16:07—16:09 · Dentro il chai
L’architettura incontra il lavoro.
Dal camminamento rialzato lo sguardo attraversa colonne, pavimento geometrico e file di botti. Il carrello tra le barrique ricorda che questo spazio monumentale è, prima di tutto, una cantina in attività.
La misura del legno.
Per il rosso di La Mission, la tenuta indica un affinamento in barrique di 18–20 mesi. La quota di legno nuovo viene modulata secondo l’annata: l’obiettivo è accompagnare l’evoluzione del vino mantenendo l’equilibrio con la sua materia.
I travasi tradizionali à l’esquive separano il vino dai depositi. Dietro la simmetria delle botti c’è questo lavoro paziente, ripetuto e preciso.
Il savoir-faire della proprietà ↗05 · La degustazione
Due identità.
Un dialogo nel calice.
La Clarté, i due secondi vini e i due grands vins: cinque etichette collegano La Mission Haut-Brion alla vicina Haut-Brion. Dopo la pietra, le vigne e il legno, la visita trova qui il suo centro.
16:21 · La sala di degustazione
Dal silenzio del chai
alla conversazione.
Pareti blu, boiserie, parquet geometrico: la sala cambia il ritmo della visita. I quadri e le bottiglie dialogano con un ambiente raccolto, dove l’attenzione passa dall’architettura alla tavola.
La storia ufficiale della tenuta ricorda il lavoro di maestranze italiane del legno e una collezione di incisioni originali di Albrecht Dürer nella sala di degustazione. Arte e artigianato aggiungono un’altra dimensione alla visita, accanto alla memoria del vino.
Dentro la sala blu
La boiserie blu, le cornici e le bottiglie: uno sguardo dentro la sala.
16:21—16:22 · Le bottiglie esposte
Bianco e rosso,
la firma di La Mission.
Nei cofanetti, due bottiglie in esposizione dell’annata 2021. Il blanc racconta l’altro volto della tenuta: un bianco secco legato al Sémillon, un tempo conosciuto come Laville Haut-Brion. Il rouge porta sull’etichetta l’immagine della proprietà appena attraversata.
Il taccuino della degustazione
Un bianco.
Due coppie di rossi.
Le cinque bottiglie assaggiate, raggruppate per leggere il confronto: il bianco condiviso, i secondi vini, i grands vins. I quattro rossi sono tutti del 2017; La Clarté è del 2023.
Le blanc · Due proprietà
01La Clarté de Haut-Brion
2023Un bianco che riunisce uve di Château Haut-Brion e Château La Mission Haut-Brion. È il punto d’incontro fra le due proprietà: il nome La Clarté accompagna un’identità condivisa, accanto ai rispettivi grands vins bianchi.La Mission · Second vin
02La Chapelle de La Mission Haut-Brion
2017Il secondo rosso di La Mission prende il nome dalla cappella costruita dai Lazzaristi nel 1698. Dopo averne attraversato gli spazi, ritrovare il suo nome sull’etichetta rende immediato il legame fra il luogo e il vino.Haut-Brion · Second vin
03Le Clarence de Haut-Brion
2017Già conosciuto come Château Bahans Haut-Brion, porta dall’annata 2007 il nome di Clarence Dillon. La proprietà lo presenta come un secondo vino capace di esprimere lo stile di Haut-Brion raggiungendo la maturità più rapidamente del grand vin.La Mission · Grand vin
04Château La Mission Haut-Brion
2017Cru Classé de Graves, è il rosso della tenuta che ci ospita. L’assemblaggio varia con l’annata: il 2017 fotografato sul tavolo permette di mettere in relazione la visita al chai con il vino che ne esprime il lavoro.Haut-Brion · Grand vin
05Château Haut-Brion
2017Premier Cru Classé 1855, unico château delle Graves nella classificazione dei rossi. Il confronto con La Mission nella stessa annata, il 2017, offre una chiave di lettura preziosa: due identità vicine, osservate attraverso il medesimo millesimo.Il vino, finalmente nel calice
Il calice di rosso, la bottiglia di Haut-Brion e i compagni di viaggio: il momento conclusivo della degustazione.
16:39 · L’ultimo sguardo
Il luogo diventa
un ricordo.
Il calice in primo piano, la bottiglia di Haut-Brion, i volti attorno al tavolo. Il filmato raccoglie la parte più personale della visita: il vino vissuto insieme, dentro il luogo in cui nasce.
La Mission rimane così nella memoria: la luce della corte, i colori della cappella, la profondità del chai e infine questa conversazione, prima di ripartire.
Fine del primo capitoloIl viaggio continua
Dal Médoc
a Saint-Émilion.
Il secondo capitolo entrerà a Château Margaux, Palmer, Léoville Barton e Léoville Poyferré. Il terzo attraverserà Pomerol e Saint-Émilion, fino ad Angélus e Beauséjour Duffau-Lagarrosse.
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